fbpx
App Store Optimization

App Store Optimization (ASO): cos’è e a cosa serve

Per ASO (app store optimization) si intende il processo di miglioramento della visibilità di un’ app all’interno dei diversi app store  (principalmente App store per IOS e Google play per Android).

Perché è importante fare attività di App Store Optimization?

Così come la SEO aumenta la visibilità di un sito per determinate keyword sui motori di ricerca, allo stesso modo l’ASO (app store optimization) aumenta la visibilità dell’APP per determinate chiavi di ricerca sui diversi app store. Un buon posizionamento su chiavi di ricerca specifiche significa quindi aumentare significativamente il numero di download. Chiaramente è fondamentale, cosi come per la SEO, effettuare una fase di keyword research per riuscire ad individuare keyword effettivamente rilevanti e per poter considerare il livello di concorrenza su quelle specifiche chiavi di ricerca.

Quali sono i principali fattore che influenzano l’ASO?

Come prima cosa, va considerato che gli algoritmi di Google Play (Android) sono diversi da quelli dell’App store (IOS), come è normale che sia. Questo nel pratico, significa che ci saranno alcune differenze nei fattori da considerare per le due piattaforme. Cercherò qui di elencare alcuni degli elementi che influenzano il posizionamento negli store.

Principali fattori di posizionamento per l’ASO

Per IOS i principali fattori diretti che possiamo identificare sono:

  • Titolo dell’applicazione
  • Sottotitolo dell’app
  • Campo Keyword (un po’ come il vecchio meta keyword per la SEO)
  • Aggiornamenti
  • Metriche di utilizzo
  • Download

Per Google Play invece i principali fattori sono:

  • Nome dell’applicazione
  • Descrizione dell’app
  • Aggiornamenti
  • Metriche di utilizzo
  • Download

Recensioni e Rating

Altri due fattori fondamentali per il posizionamento sono le recensioni ed il rating. Questi due fattori sono i più complessi da gestire e vanno ben oltre le attività di ASO. Generalmente dipendono dall’ esperienza utente nel suo complesso, dalle aspettative che aveva quell’ utente quando ha deciso di scaricare quell’app o dalle funzionalità che immaginava di trovare (per questo è importante curare bene la scheda dell’ App).

Le recensioni inoltre coinvolgono anche altri settori aziendali, come il customer care, che dovrebbe rispondere alle eventuali lamentele. Talvolta una recensione negativa può non aver a che fare direttamente con l’esperienza dell’app ma può dipendere dalla percezione che ha l’utente di quel brand nel suo complesso. Non è raro infatti che centinaia di utenti lascino commenti negativi sugli store perché magari non hanno un buon rapporto con quel brand o perché magari il sito in quel momento non funziona correttamente, etc etc. Insomma l’app store diventa in alcune circostanze un canale diretto con l’azienda per tematiche che esulano dall’app.

Icone, Screenshot e Video Anteprima

Ci sono poi una serie di fattori indiretti e che sono legati al modo di presentare l’app. Icona, screenshot, video anteprima, etc, sono tutti elementi che spingono l’utente ad interagire con la scheda app e che favoriscono il posizionamento (un po’ come accade per la description in ambito SEO).

Quali strumenti usare?

Ci sono davvero tanti strumenti per l’ASO e quasi tutti vi permettono di gestire tutte le diverse fasi del processo di ottimizzazione. Io ne ho utilizzate principalmente due nelle mie passate esperienze AppAnnie e Apptweak, entrambe a pagamento e che vi permettono anche di monitorare e gestire le recensioni direttamente dal software. Ho sentito parlare bene anche di Appfollow ma non l’ho mai provato.

Ci vuole tempo!

Anche qui come per la SEO ci vuole tempo per vedere i primi risultati! L’ASO è un processo iterativo, questo significa che imposterete la vostra strategia, monitorerete i risultati per poi ritornare ad implementare eventuali correzioni per migliorare il posizionamento. Ah e non dimenticate che anche qui potete testare tantissimo!!! Descrizioni, immagini, icone, etc etc sono tutti elementi testabili e che vi permetteranno di comprendere l’impatto sugli utenti e ovviamente sugli algoritmi.